Internati militari piacentini
Il progetto – a cura dell’ISREC di Piacenza, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Progetto NGEU – Next Generation EU con i fondi del PNRR – racconta l’esperienza di 5846 Internati militari nati in provincia di Piacenza o qui residenti al momento del rimpatrio nel dopoguerra.
Il progetto, a cui hanno preso parte diversi collaboratori e ricercatori, viene presentato al pubblico con questo breve messaggio del Presidente dell’ISREC Pier Luigi Bersani.
La ricerca storica alla base del progetto di informatizzazione, tuttora in corso, è stata avviata a corollario della digitalizzazione e dello studio delle schede compilate dai reduci stessi presso la sede dell’allora sezione piacentina dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione (ANRP).
Il Portale web, attraverso l’analisi di fonti bibliografiche ed archivistiche, videointerviste di storici, testimonianze dirette ed indirette in esso presenti, restituisce la complessità di una deportazione che ha interessato anche il piacentino, segnando la storia di gran parte delle famiglie del territorio.
La navigazione nelle risorse internet consente di seguire le vicende – anche attraverso le mappe dei luoghi, sia di cattura che di detenzione – di questi militari del Regio esercito italiano che vennero rastrellati, catturati e reclusi in campi di prigionia all’indomani della proclamazione dell’armistizio dell’8 settembre 1943, sui diversi fronti di guerra – in Italia e all’estero – e nelle caserme locali, colpevoli di non aderire né al servizio per i tedeschi, né all’arruolamento per la RSI (Repubblica Sociale Italiana), rifiutandosi così di continuare a partecipare alle dinamiche di guerra.
In seguito all’accordo tra Hitler e Mussolini furono classificati e schedati come IMI (Internati Militari Italiani), insieme a circa 650.000 connazionali e vennero deportati nei campi di lavoro del Terzo Reich, diventando lavoratori coatti.
Il portale – che viene costantemente aggiornato con nuovi contenuti derivati dai progressi delle ricerche oltre che dagli esiti della campagna di raccolta di documentazione presso le famiglie degli internati – rende possibile una consultazione consapevole su due differenti livelli: per i cittadini costituisce un serbatoio di notizie in cui trovare informazioni storicamente validate ed un punto di partenza per ricerche personali; per gli storici rappresenta una fonte autorevole di documentazione e analisi di un evento sul quale le piste di ricerca aperte sono ancora tante.
Le proposte didattiche presenti nell’apposita sezione, unitamente alla documentazione archivistica e alle mostre virtuali consentono inoltre, per tutti gli ordini e gradi di scuola, di realizzare moduli in classe già validati dall’Istituto.
News
In viaggio sulle tracce del nonno deportato
Libertà Lunedì 22 settembre 2024 Libert_20250922
Carmen, 103 anni e un fratello internato “Io custode di ricordi”
Libertà Mercoledì 30 maggio 2024
Riceve dalla Croazia la piastrina col nome del fratello internato
Libertà Mercoledì 3 gennaio 2024


